CHI FA SBAGLIA, CHI LO AMMETTE VINCE

Alla domanda «Hai commesso più errori o hai ottenuto più successi nella tua vita?» è probabile che la risposta sia «Più errori!».
Sia chiaro che questo non significa essere poco bravo, anzi. Significa che l’errore è uno strumento di apprendimento, tant’è che la maggior parte della nostra esperienza si forma per tentativi.

Di fatto, l’errore ci dice che qualcosa non sta andando come vorremmo. Senza questo segnale non saremmo in grado di comprendere a che punto siamo nel processo di crescita. È un po’ come giocare all’allegro chirurgo, quando l’errore nell’eseguire un’azione fa scattare un segnale acustico. Allora riconosciamo l’errore e troviamo alternative migliori.

Spesso, però, si pensa che il non ammettere gli sbagli sia da “fighi”, atteggiamento tipico degli individui orgogliosi che caratterizza proprio chi ha paura di fallire, al punto da utilizzare l’orgoglio stesso come scudo.
Questo ci insegna che più proviamo a mostrarci all’altezza e più ci chiuderemo a riccio in caso di errore. La serena ammissione dell’errore, invece, insieme al confronto aperto sulle soluzioni, è più efficace per abbassare la percentuale di errori a favore dei successi.

La frase giusta: Dentro un ring o fuori, non c’è niente di male a cadere. È sbagliato rimanere a terra. (Muhammad Ali)